Giorno 15: lettera M – Mille splendidi soli

di Khaled Hosseini

Ciao Lettori,
per il quindicesimo giorno di #Alfalibro ho scelto Mille splendidi soli edito da Piemme per la prima volta nel 2007.

TRAMA: Mille splendidi soli parla di Mariam che a 15 anni non è mai stata a Herat. Dalla sua kolba di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre, Jalil, le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa di Herat, dove il padre non la porterà mai perché lei è una harami, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto.
Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, Nana, come lucidare una sputacchiera. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione.

Laila invece è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashto e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra.

Mille splendidi soli

Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall’intreccio di due destini, una storia indimenticabile che ripercorre la storia di un paese in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza.

“Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.”

OPINIONE: Mille splendidi soli è stato per me una rivelazione. Non pensavo che un romanzo potesse raccontare così bene la drammatica storia di un paese, l’Afghanistan, e delle sue donne.

È proprio questo ad avermi emozionata di più la storia di queste spose bambine messe alle strette da un paese in continuo conflitto. Un paese fatto di padri/padroni. L’unica eccezione è il buon padre di Laila che purtroppo muore durante un bombardamento cambiando per sempre le aspettative di vita di Laila.

Mariam e Laila hanno storie completamente diverse eppure il destino le ha unite spose a distanza di tanti anni dello stesso uomo, Rashid. Burbero, gretto, sostenitore dei talebani e del regime totalitario e maschilista.

Dopo un iniziale confitto le due donne diventeranno l’una per l’altra l’unica ancora di salvezza.

L’amicizia che nasce tra Mariam e Laila, mi ha convinta ancora di più che quando c’è complicità tra due donne queste possono mandare all’inferno anche il diavolo. La famigerata forza delle donne in questo libro viene messa in luce durante i periodi più bui dell’Afghanistan. Ed arriva fino ai giorni nostri.

Le storie di Mariam e Laila hanno un epilogo opposto ma per me complementare.

È un libro che vale ogni centesimo speso, ogni minuto incollata tra quelle pagine.

Ed eccomi qui, ancora in preda alle emozioni, ancora con le immagini di un Afghanistan distrutto davanti agli occhi, a provare a dare un voto a questo capolavoro che non può che essere 10!

2 Risposte a “Giorno 15: lettera M – Mille splendidi soli”

I commenti sono chiusi.