Giorno 9: Lettera G – Gente di Dublino

di James Joyce

Per il nono giorno di #ALFALIBRO ho scelto Gente di Dublino che è una raccolta di quindici racconti di James Joyce edita da Feltrinelli. Pubblicata originariamente nel 1914, dopo essere stata rifiutata diciotto volte.

Gente di Dublino

TRAMA: La maggior parte dei racconti viene scritta da Joyce fra il 1904 e il 1905, mentre il racconto più famoso, I morti è del 1907.
I protagonisti del libro sono persone di Dublino, di cui vengono narrate le storie di vita quotidiana. Tutti gli abitanti di Dublino sono “spiritualmente deboli”, hanno paura degli altri abitanti e sono in qualche modo schiavi della loro cultura, della loro vita familiare e politica ma soprattutto della loro vita religiosa.

Quindi diventare consapevoli di questa situazione è proprio il punto di svolta di ogni storia Nonostante il soggetto sia semplice il libro vuole focalizzare la propria attenzione su due aspetti, comuni a tutti i racconti: la paralisi e la fuga.

La prima è principalmente una paralisi morale, la fuga è conseguenza della paralisi, nel momento in cui i protagonisti comprendono la propria condizione. La fuga, è destinata a fallire sempre. Le storie inoltre seguono una sequenza tematica e possono essere suddivise in quattro sezioni, ciascuna delle quali rappresenta una fase della vita: l’infanzia, l’adolescenza, la maturità e la vita pubblica . Più un epilogo, I morti.
In gente di Dublino lo stile è realistico e le descrizioni piene di dettagli, che non hanno uno scopo descrittivo ma un significato più profondo.

OPINIONI: Gente di Dublino è un libro a me molto caro. Lo lessi diversi anni fa dopo una gita scolastica proprio a Dublino ed è stato il cardine del mio esame di maturità. Lo stile di Joyce è molto particolare, introverso, ogni tanto si perde in particolari che possono sembrare inutili ma che hanno invece sempre un secondo fine. Essendo dei racconti autoconclusivi potete leggerlo con tranquillità uno a sera prima di andare a dormire, anche in contemporanea con altri libri.

Il mio voto è più al significato che ha avuto per me questo libro, non tanto al libro in sé perché i classici non sono il mio forte. 7!