La casa delle voci – #Giallodautunno20

di Donato Carrisi

Eccomi ancora qua, oggi parliamo di La casa delle voci di Donato Carrisi edito da Longanesi 397 pagine di suspance. Libro letto insieme alle amiche del gruppo di lettura #giallodautunno20.

TRAMA: Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso protagonisti di eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui la polizia si serve per le indagini.
Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini.
Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta.
Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha un disperato bisogno di Pietro Gerber.
Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci».
Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio.
O forse non ha semplicemente visto.
Forse l’assassina è proprio lei.

La casa delle voci

OPINIONE: La casa delle voci e le altissime aspettative che lo hanno anticipato hanno senza dubbio influenzato il mio giudizio. Mi era stato detto a più voci del senso di ansia costante che ti accompagnava durante la lettura. E questo è il fattore che più mi è mancato nel libro.

Il tema dell’ipnosi mi attrae molto e credo sia ben trattato nel romanzo e spiegato piuttosto bene il meccanismo dei ricordi e di come con l’ipnosi si scinda ciò che è reale da ciò che è inventato. Soprattutto nei bambini.

La trama di per se invece mi ha lasciata un po’ con l’amaro in bocca. Forse sono abituata ad un altro Carrisi, quello del suggeritore per intendersi, e così questa storia nonostante i temi interessanti l’ho trovata incompleta.

Pietro e i suoi tormenti, Pietro così incompleto secondo me. Pietro giocattolo di suo padre prima e di Hanna oggi. Pietro troppo emotivo per tenere le distanze da Hanna fin da subito si capisce che c’è qualcosa che lega i due, anche se, arrivando a fine libro, quel qualcosa non era esattamente come immaginavo, ma mi ci sono avvicinata molto!!!

Sul finale de La Casa delle voci c’è chi lo ha letto come un finale aperto. Non volendo fare spoiler mi limito a dire che per me non è così. Il libro si conclude in modo piuttosto chiaro lasciando comunque delle domande nella testa del lettore.

Insomma per me La casa delle voci è un po’ sopravvalutato, resta comunque un romanzo che si lascia leggere volentieri e che instaura nel lettore molta curiosità ma gli manca qualcosa per definirlo un capolavoro.

Voto:7!