L’enigma della camera 622

di Joel Dicker

Ciao Lettrici e Lettori,
oggi la mia attenzione va a L’enigma della camera 622 di Joel Dicker edito da La nave di Teseo, un bel mattoncino con le sue 632 pagine nonchè uno dei libri più attesi di questo 2020.

TRAMA: Un fine settimana di dicembre, il Palace di Verbier, lussuoso hotel delle Alpi Svizzere, ospita l’annuale festa di un’importante banca d’affari ginevrina, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte dell’elezione tuttavia, un omicidio nella camera 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e tutto il mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un’alibi; e al Palace ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità.
Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa che lo spinge ad indagare su cosa sia successo e perchè nella camera 622 del Palace de Verbier.

L'enigma della camera 622

Quando si vuole veramente credere a qualcosa,
si vede solo quello che si vuole vedere.

OPINIONE: L’enigma della camera 622 è l’ennesimo mattoncino di Dicker, e per l’ennesima volta Dicker, con il suo stile, riesce a non far pesare al lettore le oltre 600 pagine che si ritrova tra le mani.
Il suo punto di forza, secondo me, è proprio lo stile, nonostante la trama super ingarbugliata riesce a non far perdere mai al lettore il punto della situazione. Nel libro troverete milioni di salti temporali, spesso inaspettati, che personalmente ho trovato molto piacevoli. Come ho apprezzato il punto di vista dei vari personaggi, il raccontare cosa sta succedendo in quel momento ad ogni protagonista.

Nell’Enigma della camera 622 c’è una parte molto emotiva di dedica all’editore da poco scomparso, cosa che personalmente ho apprezzato, nonostante non sia inerente alla storia e ci avrebbe di fatto evitato un centinaio di pagine.

Per quanto riguarda la trama in sè, siamo di nuovo, al Dicker della Verità sul caso Harry Quebert. Dopo che per anni nessuno riesce a risolvere un delitto arriva lo scrittore che boom! risolve il caso. Questo mi ha fatto un po’ storcere il naso, proprio perchè, soprattutto nella prima parte del libro ho trovato tante, troppe, somiglianze con La verità sul caso Harry Quebert, di cui vi parlo QUI.

Nonostante questo punto a sfavore è un libro che ti tiene incollato alle pagine, con colpi di scena pazzeschi, giochi di personaggi veramente di livello. Nell’Enigma della camera 622 nessuno è quello che sembra. Dal tenero Macaire che, come si dice dalle mie parti è becco e bastonato a sua moglie Anastasia che fondamentalmente l’ha sposato solo per interesse economico o per paura di restare sola. Insomma il loro matrimonio è un grande equivoco.
Passando per il mitico Lev, si ho tifato per Lev dall’inizio del libro e più andavo avanti più simpatizzavo per lui. Fino ad arrivare all’epilogo. Se una persona riesce a prendere in giro tutti per 15 anni è un fottuto genio. Addirittura Rose, il proprietario del Palace non è ciò che sembra.

Insomma per me la forza di questo libro sta tutta nei personaggi, se non fosse stato per la trama avrei dato 10 ma mi vedo costretta a scendere a 8!