L’ultima riga delle favole – Parliamone un po’

di Massimo Gramellini

Buongiorno Lettrici e Lettori,
con oggi finisco di raccontarvi dei libri che ho letto in aprile, i famosi libri della quarantena. Parliamo de L’ultima riga delle favole di Massimo Gramellini romanzo pubblicato da Longanesi.

TRAMA: Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell’amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall’infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l’anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

L'ultima riga delle favole

Per sempre felici e contenti, prometteva l’ultima riga delle favole.
Invece siete finiti in una gabbia. Ma non vi crucciate.
Prima o poi – e più prima che poi – sentirete una voce di flauto.

OPINIONE: Ho acquistato L’ultima riga delle favole piena di aspettative, perchè avevo già letto Fai bei sogni, che ho trovato eccezionale. Con questo libro invece è andata molto peggio. L’ho trovato difficile e confusionario. Personaggi insulsi. Questo viaggio che dovrebbe far scoprire i propri talenti per me è stato un flop. Non mi ha emozionata. Mi ha fatto pensare più volte “Ah si?!”.

Si scopre Tomàs attraverso i suoi ricordi che affiorano durante le sfide che deve sostenere, sembra che la cosa che più gli interessi sia trovare l’anima gemella. Durante questo viaggio gli insegneranno che prima deve imparare ad amarsi e a perdonare gli altri ma sopratutto se stesso. Ecco sul fatto di imparare a perdonarsi siamo d’accordo.

Forse il periodo quarantena non è stato il periodo ideale per leggere un libro, forse troppo profondo, che io comunque non ho apprezzato. Neppure la scrittura è al livello di Fai bei sogni, l’ho trovata poco scorrevole. Ho finito il libro perchè sono ostinata e non lascio mai un libro a metà ma è stato molto faticoso.

Purtroppo, L’ultima riga delle favole, per me non va oltre il 5.