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Ninfa Dormiente

di Ilaria Tuti

Ciao Lettrici e Lettori,
oggi sono qui per parlarvi di Ninfa Dormiente di Ilaria Tuti, 480 pagine edite da Longanesi.
Le mie aspettative per questo libro erano altissime perché con Fiori sopra l’inferno (recensione qui) mi sono affezionata tantissimo al Commissario Teresa Battaglia, protagonista indiscussa e indiscutibile di entrambi i libri.

TRAMA: Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo.

Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno.

Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò.
E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.

OPINIONE: Ninfa dormiente ha una trama piuttosto complicata e intrecciata, non sempre facile da seguire.
Il commissario Battaglia e la sua squadra si troveranno a dover indagare su un omicidio successo più di 70 anni prima, durante la seconda guerra mondiale, in un luogo dove gli abitanti non saranno così disponibili a collaborare perché sono impegnati a difendere le loro origini, la loro indipendenza.

Ninfa dormiente

A proposito di questo, si merita un plauso l’autrice per il grande lavoro di ricerca che ha compiuto per trattare all’interno di un thriller un elemento così importante come l’indipendenza culturale molto sentita in tutti quei paesini montani di confine lungo l’argo alpino.

Tutto parte da un dipinto ritrovato. Un dipinto molto particolare, infatti il rosso è sangue… Quindi parte l’indagine per scoprire se il pittore e l’assassino siano la stessa persona oppure ci sarà qualcun’altro dietro questo terribile delitto?

Ci troviamo di nuovo tra le spettacolari montagne che tanto adoro e che, come in Fiori sopra l’inferno, mi sembra di toccare con mano in ogni romanzo della Tuti.

Più che la trama in sè, che comunque anche in questo caso è da cardiopalma, la buona riuscita del libro secondo me si deve al commissario Battaglia. Che si conferma essere una Donna con la D maiuscola, una donna che ha sofferto e che continua a combattere contro la sua malattia cercando di cavarsela sempre da sola, a volte esagerando e mettendo a repentaglio se stessa e gli altri componenti della squadra.

In Ninfa dormiente viene fuori anche il lato più umano della Battaglia che finalmente tira fuori anche le sue debolezze soprattutto nei confronti di Marini, protagonista maschile della storia.

Il feeling tra i due, riconducibile a quello tra madre e figlio, è dovuto proprio alle ombre del passato che entrambi si portano dentro. Ed è solo uno grazie all’altro se riusciranno a risolvere il caso e anche a ricucire le ferite del passato.

Un altro bel 9 per la Tuti e per la sua Teresa Battaglia che mi auguro, prima o poi, ritorni nelle sue righe.