Oceanomare di Alessandro Baricco

Ciao Amici Lettori,
eccomi di nuovo qui per parlarvi di un nuovo libro. Questa volta tocca a… (rullo di tamburi) Oceanomare di Alessandro Baricco.

Trama:  Oceanomare scritto nel 1993 è suddiviso in 3 libri. Si svolge presso la Locanda Almayer. Qui risiedono per i più disparati motivi dei bizzarri personaggi. Il tema del mare, con il suo valore magico ma anche terribile, viene analizzato sotto molteplici sfaccettature attraverso la storia dei singoli personaggi. Nel primo libro infatti conosciamo la giovane Elisewin, malata di ipersensibilità e che ha paura di tutto e di tutti, il professor Bartleboom e i suoi studi sui limiti, il pittore Plasson, che cerca gli occhi del mare e che per dipingerlo usa esclusivamente l’acqua marina. Abbiamo poi Madame Deverià, mandata in quel luogo dal marito perché “guarisca” dalla malattia dell’adulterio, e Padre Pluche, un sacerdote che accompagna Elisewin nel suo viaggio.

Nel secondo dei tre libri che compongono il romanzo, “Il ventre del mare”, si fa riferimento al naufragio di una fregata francese a seguito del quale parte dell’equipaggio e dei passeggeri cercarono la salvezza a bordo di una zattera, su cui si scatenerà uno scenario di sofferenza che porterà addirittura al cannibalismo. In particolare Baricco incentra questa parte del suo racconto sulle figure di Savigny, un medico francese dell’equipaggio, e di un marinaio che nella triste avventura della zattera perderà la donna amata. L’autore mostra i punti di vista dei due uomini durante il loro naufragio.

Nel terzo libro infine Baricco mostra il destino di ognuno dei personaggi.

Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama.

Riflessioni personali: Si! Oceanomare mi ha conquistata e non vedo l’ora di leggere qualcos’altro di questo grandissimo autore.
La scrittura non è certo delle più semplici ma è allo stesso tempo il punto forte di questo libro, infatti non c’è una trama lineare ma le emozioni, i rimorsi, i sensi di colpa, le paure dei vari personaggio si mescolano all’improvviso spesso attraverso i dialoghi tra i vari ospiti della locanda.
Ed è proprio la locanda la vera protagonista del racconto e i suoi gestori/abitanti del tutto particolari.
Tra tutti i vari personaggio il mio preferito è senza dubbio lo studioso Bartleboom seguito a ruota dal pittore Plasson e la sua ricerca degli occhi del mare.
Ovviamente l’incanto che sembra protrarsi per tutto il racconto è dovuto alla magia e l’amore con qui si descrive il mare.

Credo di non dover aggiungere altro… VOTO: 9 e mezzo!!!