Crea sito

Un albero cresce a Brooklyn – #Viaggiatricidicarta

di Betty Smith

Ciao Lettori,
grazie allo splendido gruppo di lettura #Viaggiatricidicarta ho scoperto ancora una volta un libro veramente interessante: Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith 575 pagine di emozioni edito da Beat Edizioni.

TRAMA: È l’estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell’albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan.
Alcuni a Brooklyn lo chiamano l’Albero del Paradiso perché è l’unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Quando nuovi stranieri poveri arrivano a Brooklyn e, in un cortile di vecchie e tranquille case di pietra rossa, i materassi di piume fanno la loro comparsa sui davanzali delle finestre, si può essere certi che lì, dal cemento, sbucherà prima o poi un Albero del Paradiso.
Francie, seduta sulla scala antincendio, lo guarda contenta, poiché oggi è sabato, ed è un bel giorno a Brooklyn. Il sabato gli uomini ricevono la paga e possono andare a bere e azzuffarsi in santa pace. Il sabato lei, bambina irlandese di undici anni, come tutti i bambini del suo quartiere, fa un salto dallo straccivendolo.
Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent.
Francie, tutta via, è destinata a diventare una donna sensibile e vere, forte come l’albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti in cielo.

Un albero cresce a Brooklyn

OPINIONE: Un albero cresce a Brooklyn è un romanzo di formazione. il primo che io abbia mai letto e che mi ha molto coinvolta.

Siamo a Brooklyn, New York, tra il 1912 e il 1918, uno dei periodi storici che preferisco e che in Un albero cresce a Brooklyn vivremo attraverso gli occhi di Francie Nolan nata in America da genitori irlandesi.

Francie ci farà conoscere la sua famiglia: la mamma Kate, il papà Johnny, il fratello Neeley, le zie Evy e Sissy, la nonna Roomley.

Ogni personaggio ha qualcosa che mi ha incuriosito a partire dalla zia Sissy, indipendente, amante degli uomini senza vergognarsene, insomma avanti anni luce.

La mamma Kate ci appare invece una donna dura, severa, con un amore sconfinato per il figlio maschio, sembra avere poca considerazione di Francie, in realtà pur ammettendo la preferenza per Neeley in cuor suo la mamma pensa semplicemente che Francie sia come lei e quindi riuscirà sempre nella vita a cavarsela da sola.

Questo romanzo è molto doloroso, parla, anche se in modo molto dolce, di povertà, di diversità sociali, di fame…ma anche di orgoglio, di voglia di farcela, di non voler far pena a nessuno e infine di riscatto quello che avranno i giovani fratelli alla fine del romanzo. In una parola è un romanzo si, ma molto reale infatti nella postfazione scopriamo (magari qualcuno già lo sa) che è un romanzo in parte autobiografico.

Sempre grazie alla postfazione ho scoperto che oltre ad essere un romanzo familiare è considerato uno dei grandi classici americani. Da questo libro è stato tratto un film che nel 1945 fa vincere a James Dunn l’oscar come migliore attore non protagonista (interpretava il papà di Francie).

Il riscatto di Francie che ottiene, anche grazie alla passione per i libri e la lettura, fa di lei una donna matura e forte è per questa componente idealistica e tipicamente americana che è un testo obbligatorio nella maggior parte delle scuole degli Stati Uniti.

Un libro che senza le amiche #Viaggiatricidicarte probabilmente non avrei mai letto e che invece mi ha tenuta incollata alle pagine grazie allo stile scorrevole.
Voto: 8 e mezzo!